Equinozio d'Autunno: simboli e riflessioni

Quando, in autunno, raccoglierete l’uva dalle vigne per il torchio, dite in cuor vostro: “Anch’io sono una vigna, e i miei frutti saranno raccolti per il torchio, e come vino nuovo sarò tenuto in botti eterne”.(Kahlil Gibran)





Equinozio d'Autunno.
Tempo di bilanci e del raccolto.
Nel percorso del viandante attraverso i Sentieri della Consapevolezza vi sono momenti la connessione con la natura si fa ancora più forte. L'equinozio d'autunno, celebrato in moltissime tradizioni, è uno di questi.

È il momento in cui luce ed ombra sono perfettamente bilanciate,  un attimo prima che inizi la parte dell'anno in cui prevalgono le ore di ombra.
In chi ha letto qualcuno dei miei post non dovrebbe destare sorpresa che nel calendario liturgico questa festività sia associata alla celebrazione di San Michele Arcangelo (la cui festa è il 29 settembre), proprio colui che tradizionalmente conduce la Luce, in guerra con le Tenebre, alla vittoria, nella tradizione giudaico-cristiana, sebbene possa sembrare una contraddizione abbiamo visto come spesso quello che viene celebrato sia l'elemento in potenza e non quello che in quel momento si esprime.

Inoltre,il Sole, il 21 settembre, entra nel segno della bilancia, segno d'aria.
Non ci stupirà notare che bilancia e spada (corrispondente all'elemento aria nei tarocchi) sono presenti nell'iconografia classica dell'Arcangelo Michele.
Quelle che invece sono un po' meno note sono le straordinarie corrispondenze tra la  simbologia connessa a S. Michele e quella di Hermes/Mercurio.

In autunno i frutti si separano dagli alberi e i semi dai frutti. I semi vengono selezionati per essere piantati. Come recita la tavola smeraldina i Ermete Trismegisto: "Tu separerai la Terra dal fuoco, il sottile dallo spesso, dolcemente e con grande industria"
D'altronde la parola indù per "alchimia" è rasavātam che significa letteralmente «la via del mercurio»
Separare con la spada, ancora, discernere, attraverso la consapevolezza/aria.
Il serpente viene sconfitto da San Michele e addomesticato nel caduceo di Mercurio. Sono le forze dell'ombra necessarie acciocchè la Luce possa esprimersi.
Vi sono poi tra le corrispondenze ali per librarsi nell'aria,  .

Prima di lasciarvi con il consueto esercizio un'ultimissima riflessione.
A sottolineare il momento di rinnovamento connesso a questo periodo dell'anno nelle tradizioni popolari si usa dire "fare il San Michele" per dire "traslocare", ma non solo,; Figurativamente viene così chiamato per estensione l'atto di infilarsi le dita nelle narici che rimanda all'idea di staccare i quadri in vista di un trasloco. E tuttavia salta subito all'attenzione come questo sia l'atto di rimuovere le scorie per permettere un miglior fluire dell'aria.

Quella che vi propongo oggi, per celebrare l'Equinozio di Autunno, è un atto analogico per festeggiare il raccolto preceduto da una pratica di pulizia dei chakra attraverso la respirazione.
Cercate uno spazio/tempo libero da impedimenti, e assumete una posizione comoda, che potete agevolmente mantenere per qualche minuto.
Portate l'attenzione al primo chakra, Muladhara, esso si trova tra l'ano e i genitali, inspirate profondamente ed espirate frazionando l'uscita dell'aria in quattro tempi.
Spostate poi l'attenzione a Svadhisthana, secondo chakra, collocato nella zona del plesso sacrale, inspirate profondamente ed espirate frazionanado l'espirazione in sei tempi. L'attenzione si sposta poi a Manipura, all'altezza del plesso solare, ancora inspirate ed espirando in dieci tempi. Si sale ancora verso Anahata, chakra cardiaco, e l'espirazione viene qui frazionata in dodici parti. Ancora si sale su Visuddha, chakra della gola, questa volta l'espirazione è in sedici frazioni. E si conclude su Ajina, il terzo occhio, inspirando profondamente ed espirando in due tempi.

Conclusa questa fase concedetevi qualche minuto per ripercorrere le tappe importanti di questo ultimo ciclo annuale.
Quali sono i semi che avete piantato? Quanti di questi hanno fruttificato? Siete consapevoli che alcuni di questi frutti contengono a loro volta dei semi?

Congratulatevi quindi con voi stessi per il lavoro svolto e per i frutti raccolti e siate grati alla natura per aver fatto la sua parte.
Aprite quindi una bottiglia di vino rosso e versatene qualche goccia sul terreno con l'idea di ringraziare la Natura, quindi versate per voi un bicchiere di vino e concedetevi simbolicamente il permesso di godere dei risultati raggiunti.
Potete, se lo desiderate, condividere quest'ultima parte con qualcuno a cui volete bene.

Questo articolo è stato scritto da Giovanna Massari, counselor olistica e conduttrice di percorsi di consapevolezza.  Mi piace studiare e sperimentare. Scopo di questo blog è condividere le conoscenze maturate durante questi anni su un Percorso Tradizionale e dare degli spunti di riflessione a coloro che sono alla ricerca.

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