Solstizio d'Estate: la porta degli uomini



Solstizio d'Estate: la porta degli uomini




Il 21 giugno è un giorno che le tradizioni celebrano da millenni. Il giorno più lungo dall'anno, quando la luce è nel suo momento di massima attività.

Sebbene la vita moderna è costruita per farcelo sentire il meno possibile, noi esseri umani siamo intimamente legati ai cicli naturali della terra, al pari di ogni essere vivente sul pianeta. Le donne lo sanno bene, e agli uomini mi piace ricordare che ogni santo giorno alle sette del mattino ciascuno di noi ha un picco di  cortisolo che agevola il risveglio, a prescindere dall'orario in cui si è andati a letto. 

La celebrazione dei momenti salienti nel ciclo annuale può essere un'occasione per riconnetterci alla natura e per ripercorrere simbolicamente il cammino dell'uomo alla ricerca.

Le porte solstiziali sono porte di passaggio, e i luoghi liminali hanno regole speciali

Ai due solstizi sono simbolicamente associati i due San Giovanni, il Battista per quello d'estate e l'Evangelista per quello d'inverno.

Con il Solstizio d'estate si entra nella fase discendente dell'anno, ciò che ha toccato il suo massimo può solo decrescere, così come specularmente nel Solstizio d'inverno troviamo il massimo dell'energia potenziale.


Nelle parole di Giovanni il Battista riportate in Giovanni 3, 28-30 troviamo la descrizione dell'evento solstiziale:

Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui. [...] Ora questa mia gioia è compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire."

Alchemicamente siamo nel Regno delle Acque superiori che aprono la strada al Fuoco, astrologicamente si passa dal simbolismo della Luna (femminile) in Cancro (segno d'acqua) al Sole (maschile) in Leone (segno di fuoco)
Leggiamo in Matteo 3, 11 che lo stesso Giovanni Battista così si esprime: "Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco."

Il femminile deve essere integrato con il maschile, l'Amore deve essere posto sotto il dominio della Volontà, il Conscio tentare di dispiegare parte  dell'Inconscio.


Quello che rimane di queste tradizioni sono i falò di San Giovanni e la raccolta della rugiada e delle erbe nella notte del 24 giugno, perpetuati in varie parti del mondo da secoli.

Per chi desideri approcciarsi per la prima volta a queste celebrazioni con dei piccoli esercizi analogici il consiglio di  raccogliere un po' di rugiada la notte di San Giovanni rimane validissimo, così come quello di meditare all'alba e al tramonto del giorno del Solstizio.

Per chi desidera qualcosa di più specifico un buon esercizio è quello di creare un ritmo percuotendo un tamburo o suonando il proprio corpo come strumento a percussione, l'energia potenziale della mano che si accinge a far vibrare la pelle si trasforma in energia cinetica e quindi in suono, man mano che il ritmo cresce ed entriamo in risonanza la nostra acqua-emozione e il nostro fuoco-volontà si uniscono per generare Arte, musica, vibrazione e armonia.

Rimane l'invito a celebrare e a festeggiare, ancor meglio se non si è da soli, la Luce  ama la condivisione.


Questo articolo è stato scritto da Giovanna Massari, counselor olistica e conduttrice di percorsi di consapevolezza.  Mi piace studiare e sperimentare. Scopo di questo blog è condividere le conoscenze maturate durante questi anni su un Percorso Tradizionale e dare degli spunti di riflessione a coloro che sono alla ricerca. 


Commenti

Posta un commento