Giorno 35 - il Conteggio dell'Omer

Giorno 35 - Malkuth di Hod: 
Nobiltà nell'umiltà



Con oggi concludiamo la settimana dedicata alla Sephira Hod. La nobiltà nell'umiltà.

Abbiamo cominciato ad esplorare ieri il concetto di infinito, confrontandosi con esso il nostro intelletto vibra di ammirazione e spavento.

Oggi scopriamo che esiste in noi un luogo che non risponde alle regole della logica aristotelica bivalente ma a leggi sue proprie, le leggi degli insiemi infiniti, questo luogo è il nostro inconscio, come ci suggerisce Matte Blanco.
Secondo questo autore l'essere umano obbedisce ad un doppio sistema di regole, quello della coscienza che segue le regole della logica aristotelica e quello inconscio dove ogni cosa è parte di una classe e il tutto è uguale ad ogni sua parte. Dove il tempo e lo spazio non esistono o meglio esiste forse uno spazio ad infinite dimensioni, dove non si può pensare ma solo sentire.
L'inconscio non può passare facilmente attraverso la strettoia della coscienza se non traducendo l'esperienza emozionale, l'iperspazio per venire alla luce deve dispiegarsi ma un bicchiere dipinto non può contenere acqua, si perde sempre qualcosa.

Possiamo immaginare l'infinito perché abbiamo in noi l'infinito.


" L'umiltà che reprime lo spirito umano e nega la sovranità dell'individuo non è umiltà a tutti gli effetti. La mia umiltà mi dona dignità? Mi fa sentire vivo e vibrante?
Esercizio per il giorno: insegna a qualcuno come l'umiltà e la modestia possano migliorare la dignità umana.."

La parte scritta in blu deriva direttamante da:
Meditazioni di Simon Jacobson 
Fonte: it.chabad.org


Post a cura di Giovanna Massari

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