Giorno 25 - il Conteggio dell'Omer

Giorno 25 - Netzach di Netzach: 
Resistenza nella resistenza




 Anche oggi niente psicologia, niente chimica o fisica, nessun supporto per il lavoro di oggi, e non potrebbe essere altrimenti, presto sarà chiaro il motivo. 

Quasi tutti i giorni di questo conteggio ho scelto di accompagnare alle suggestioni un qualcosa che le sostenesse, che in qualche modo desse loro una certa dignità. Oggi però parliamo di fede.

Molti di voi conoscono già le storie di Einstein, cui le maestre avevano detto che non era abbastanza intelligente, o di Walt Disney, licenziato dal primo giornale per il quale ha lavorato perché "non aveva molta fantasia", Fred Astaire, che alla prima audizione si sentì dire che non sapeva né cantare né recitare e a mala pena sapeva ballare, certo, sono stati sfortunati ad aver incontrato qualcuno che non capiva il loro talento, e che dire allora di Stephen King? Il cui primo romanzo pare sia stato respinto da trenta, (si, trenta!) case editrici prima di diventare uno dei libri più famosi al mondo.

Dove sia finisca la storia e inizi la leggenda, non ha molta importanza, ciò che importa è, al solito, la suggestione.

Cosa ha permesso a questi personaggi di continuare ad inseguire i loro sogni nonostante i fallimenti?

Abbiamo detto altrove che l'apprendimento avviene quasi sempre per prove ed errori, quanti fallimenti sono necessari ad una persona intelligente per capire che non si è sulla strada giusta?
Trenta possono bastare?
Quale è la differenza tra "gli altri non mi capiscono" e "forse sto sbagliando qualcosa"? Quale la differenza tra fede e ottusità?

Dovrebbe cominciare ad emergere la potenza del tema che stiamo trattando oggi. Occorre però liberarlo l'ambiguità.

Il termine fede sottintende il credere in qualcosa di cui non si hanno prove certe.
A volte è credere in se stessi, questo però rischia di portarci nella condizione di non metterci in discussione e cadere in una sorta di presunzione.

In cosa sono diverse le storie, le leggende, che ho citato sopra, le persone a cui ho fatto cenno, non avevano semplicemente fiducia in sé stessi, avevamo fiducia nei propri sogni e nella loro volontà di impegnarsi per perseguirli

Il piacere di Walt Disney nel disegnare, non nell'essere pubblicato, quello di Fred Astaire era nel ballare non nel fare film di successo, quello di Stephen King nello scrivere, quelli di Einstein nella conoscenza. Ciascuno di loro sarebbe stato felice di fare quello che gli piaceva a prescindere dall'approvazione del pubblico.
Per questo hanno continuato.

Io stessa scrivo tutti i giorni perché questo conteggio mi piace farlo, certo, mi gratifica quando qualcuno di voi mi scrive in privato o condivide i miei post, tuttavia ho continuato a contare tutti i giorni, anche i giorni in cui mancavano i riscontri, perché credo in questo cammino e vedo quanto condividerlo sta cambiando soprattutto me stessa.

" Ciascuno di noi ha forza di volontà e determinazione. Abbiamo la capacità di sopportare molto di più di quanto possiamo immaginare, e per prevalere nelle circostanze più difficili.
Esercizio del giorno: Impegnati a sviluppare una nuova buona abitudine.."

La parte scritta in blu deriva direttamante da:
Meditazioni di Simon Jacobson 
Fonte: it.chabad.org


Post a cura di Giovanna Massari 

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