Giorno 10 - il Conteggio dell'Omer

Giorno 10 - Tipheret di Geburah: 
compassione nella disciplina






Per introdurre il tema odierno, che non è dei più semplici, mi farò aiutare da uno degli autori che amo di più, mi perdoni Kouth se non riuscirò a rendere giustizia alle sue teorie, come sempre farò del mio meglio nei limiti spaziotemporali imposti dalla natura di questi scritti.

Kouth definisce il come una struttura mentale associata alla sensazione di essere un soggetto che agisce attivamente e di avere un senso di coesione nello spazio e continuità nel tempo.
Il Sè nucleare  sarebbe costituito da due poli:
1) il polo delle ambizioni (mete, propositi, desideri)
2) il polo dei ideali (ideali e valori)
collegati tra loro da un arco di tensione che include capacità e talenti.
In condizioni sufficientemente buone esiste un'armonia tra le proprie doti, le proprie ambizioni e i propri ideali che spinge l'individuo a tentare la propria realizzazione.
Il nucleare inizialmente nasce debole, amorfo e vulnerabile e viene arricchito nella relazione con l'ambiente.
Kouth prosegue la sua trattazione descrivendo tre tipi di esperienze che un bambino deve attraversare per costruire un Sè maturo e coeso, esperienze che l'ambiente deve fornirgli. Non mi dilungherò in questa sede a descriverle. Mi limiterò a dire che da una parte, è necessario che l'ambiente sia rassicurante, disponibile, empatico, capace  di fornire sostegno e valorizzare il bambino, dall'altra è necessario che il bambino possa contattare delle esperienze di piccole frustrazioni, che il nostro autore chiama frustrazioni ottimali che consentono al bambino di imparare a tollerare i propri e gli altrui limiti e fallimenti, in modo da imparare a non scoraggiarsi durante l'apprendimento quando comincia a confrontarsi con il piano di realtà.

Cosa dice a noi tutto questo? Ciascuno di noi trascorre la vita tentando di realizzarsi e al contempo siamo gli uni l'ambiente degli altri. Possiamo provare quando siamo nella condizione di essere frustranti per l'altro a mitigare la frustrazione rendendola ottimale. A spronare l'altro nella propria realizzazione con gentilezza e amore.

" Ciò che alimenta e guida la disciplina non deve essere solo l'amore, ma anche la compassione, come forma di amore incondizionato, a prescindere dalla posizione degli altri. Tiferet è il risultato dell'assenza totale di individualismo davanti a D-o. La mia disciplina ha questo elemento di compassione?


Esercizio del giorno: cerca di essere compassionevole con qualcuno che hai rimproverato."


La parte scritta in blu deriva direttamante da:
Meditazioni di Simon Jacobson 
Fonte: it.chabad.org


Post a cura di Giovanna Massari 

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