I segreti del carnevale

«In realtà, il Carnevale sta in un luogo che non è alcun luogo e in un tempo che non è alcun tempo, anche quando quel luogo sono le piazze principali di una città e quel tempo è riportato sul calendario ecclesiastico. Perché le piazze, i viali e le strade della città diventano il rovescio del loro io quotidiano […] Il modo in cui le persone giocano ci rivela più cose sulla loro cultura di quante ce ne rivela il modo in cui lavorano, perché ci fa pensare ai loro valori del cuore, uso questa espressione invece di valori-chiave perché il cuore ha i suoi valori, come pure le sue ragioni». (Victor Turner)



Oggi vorrei cominciare proponendo un piccolo esercizio. Saranno sufficienti un foglio di carta, una penna e una piccola porzione di spaziotempo in cui sappiamo che non verremo disturbati.


Fase I - Proviamo a rispondere alla seguente domanda:
"Chi sono io?"  
Vi accorgerete che è molto difficile fornire una risposta semplice ed unitaria, molto probabilmente vi sarete ritrovati a formulare una serie di affermazioni separate, una lista.
Secondo James il Sè di una persona è la somma di tutto ciò che questa può chiamare "suo" e in particolare vi è una parte materiale (che include sia il corpo che gli oggetti materiali) una parte sociale (le immagini che hanno di questa persona i membri dei gruppi sociali cui appartiene) e una parte psicologica ( capacità, opinioni, valori, caratteristiche di personalità)

Fase II - Osserviamo le frasi che abbiamo scritto e verifichiamo con cosa ci identifichiamo, proviamo a verificare se le cose che abbiamo scritto ricadono nelle categorie fornite da James e in che misura

Fase III - Prendiamo in considerazione una frase per volta e domandiamoci: "se non avessi questa caratteristica sarei comunque io?" 

Avrete a questo punto notato che il tema che stiamo affrontando oggi, il tema dell'Identità, tormenta filosofi, psicologi e viandanti da secoli.

La domanda "chi sono io?" è La Domanda che molto spesso conduce le persone su percorsi di Consapevolezza e la risposta non è mai semplice.

Mead ha elaborato una teoria che lega lo sviluppo del Senso di Sè all'interazione sociale  e alla capacità di usare simboli. Secondo questo autore il Sè si sviluppa attraverso le attività di gioco nelle quali il bambino assume il ruolo degli altri e comincia a vedere sè stesso dal punto di vista degli altri.

Cosa ha a che fare tutto questo col Carnevale?
Immaginate un periodo di tempo in cui ciascuno indossa una maschera per celare la propria identità, immaginate che in quello spazio di tempo le regole sociali siano sospese non vi sia giudizio poichè ciascuno è uno sconosciuto tra sconosciuti.
Ecco che a carnevale la maschera vela il nostro volto e ri-vela parti di noi che sono solitamente nascoste. 
Non a caso la maschera viene usata da molti popoli lontani nel tempo e nello spazio per motivi rituali o teatrali. Le più antiche maschere ritrovate risalgono addirittura al paleolitico.

“Le feste carnevalesche diffuse presso i popoli indoeuropei, mesopotamici e anche in altre civiltà racchiudono una valenza purificatoria e dimostrano il bisogno profondo di rigenerarsi periodicamente, abolendo il tempo trascorso e riattualizzando la Cosmogonia”. (M. Eliade)

E' il momento del caos fecondo in cui tutto è ancora possibile, la festa dei folli, che deriva dalle dionisiache greche e dai baccanali romani, oltre che da tradizioni della Mesopotamia e Babilonesi, è la festa dell'Ombra che deve essere integrata secondo Jung e non compressa. E la festa del vino, così come nella festa cugina del Purim ebraico dove si deve bere vino fino a raggiungere quello stato interiore speciale pieno di gioia ed allegria spirituale, chiamato: “Ad delo yada’a” cioè: “Finche non si conosca” non a caso la parola vino in ebraico ha valore numerico 70 così come 70 è il valore della lettera Ain, l'occhio della sapienza. 

E' l'arcano zero dei tarocchi, Il matto, il Parcival che solo tra i cavalieri della tavola rotonda riuscì ad avvicinarsi al Graal.

Il Carnevale è il periodo propizio per giocare e sperimentare e sperimentarsi, per mettere in discussione ciò con cui ci identifichiamo e, abbandonate le sovrastrutture, entrare in contatto con la Scintilla Divina che è in noi.

La pratica che propongo oggi non è una meditazione, ma l'immergersi nell'atmosfera festosa e illogica del carnevale, vi propongo di creare voi stessi una maschera da indossare il giorno di carnevale e scrivere su dei fogli colorati tutti i pensieri che vi appesantiscono in questa fase della vostra vita, di osservarli e strapparli e usarli come coriandoli disperdendoli nell'aria (clicca per sapere di più sulla simbologia dei quattro elementi) .

Buona festa dei folli a tutti voi che camminate sui Sentieri della Consapevolezza!



Questo articolo è stato scritto da Giovanna Massari, counselor olistica e conduttrice di percorsi di consapevolezza.  Mi piace studiare e sperimentare. Scopo di questo blog è condividere le conoscenze maturate durante questi anni su un Percorso Tradizionale e dare degli spunti di riflessione a coloro che sono alla ricerca. .




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