Vola solo chi osa farlo... un esercizio per potenziare il coraggio

La follia è fare sempre la stessa cosa e
aspettarsi risultati diversi (Einstein)



L'ispirazione per questo post mi è arrivata ieri mentre stavo conducendo una classe di bioenergetica, stavamo facendo un esercizio semplice, di riscaldamento, che consisteva nel camminare liberamente attraversando la sala in contatto con le sensazioni corporee, e così mentre il gruppo era concentrato sulle sensazioni io ho cominciato a preparare la sala per l'esercizio successivo disseminando cuscini nello spazio, prima quattro poi otto e poi ancora e ancora, nel giro di pochi minuti il pavimento era quasi pieno, vedevo i partecipanti del gruppo sempre più in difficoltà nel restare concentrati sul respiro e sulla camminata mentre cercavano di schivare i cuscini sparpagliati sul pavimento.
Osservavo questa scena e c'era qualcosa che mi stonava, poi uno dei partecipanti per sbaglio o per gioco ha mosso dei passi calpestando uno dei cuscini ed ha esclamato: "l'esercizio così è molto più piacevole!"
e tutto mi è diventato chiaro...

Nessuno e dico nessuno aveva mai dato indicazione in quell'esercizio di non salire sui cuscini, nessuno!
Il solo fatto che quell'elemento fosse nuovo nello spazio ha fatto si che venisse vissuto come ostacolo.
Si Giò, mi sono detta, però questo lo sai, la nostra mente è talmente profondamente impregnata di questo meccanismo (ne parlerò in una postilla infondo all'articolo) che addirittura il nostro sistema visivo si è evoluto in questa direzione, perché ti stupisce?
Il punto è che si era arrivati ad un paradosso, quello di vedere davanti a sé dei  pericolosissimi ostacoli morbidosi e cuscinosi.
E questo sarà il tema che affronterò oggi, correlato come al solito da uno strumento pratico per sviluppare le nostre potenzialità.

L'Alchimia ci tramanda che quattro sono i verbi indispensabili per compiere la Grande Opera:
Volere  Sapere  Osare  e  Tacere
e grazie alla Cabala è possibile addentrarsi in un universo meraviglioso di corrispondenze, questi verbi sono connessi ai quattro elementi: fuoco acqua aria terra (nell'ordine) e ai quattro semi dei  Tarocchi bastoni coppe spade denari
ma anche le quattro stagioni,al Tetramorfo della visione di Ezechiele, lo zodiaco, i punti cardinali, e ancora ancora ancora...
Ma con l'intento di trattare diffusamente l'argomento altrove, ci limiteremo in questa sede ad occuparci del significato profondo dell'Osare.
La prima cosa degna di nota è che non si può fare riferimento semplicemente al comportamento.
compiere un'azione con coraggio da un punto di vista superficiale non è distinguibile dal compierla con assoluta incoscienza. Quale è dunque la differenza? 
il contatto intimo e profondo con la paura, per esprimere una qualità occorre essere in contatto con la sua ombra. 
L'audacia necessita della consapevolezza del pericolo per essere tale, è un atteggiamento mentale che genera un comportamento anti-istintivo.

Per questo il verbo Osare è legato all'elemento Aria e in Alchimia l'elemento aria è connesso alla consapevolezza, il seme di riferimento nei tarocchi è spade, la lama che permette di tagliare, discernere (etimologicamente vuol dire proprio separare una cosa dall'altra per poterla distinguere).
Nel quaternario cabalista (che deriva dalla visione di Ezechiele il riferimento è l'Angelo/uomo, poichè l'azione dell'osare necessita come si può dedurre di una corteccia prefrontale ben sviluppata tale come è nell'uomo e in nessun altro animale. E' una capacità squisitamente umana senza la quale non è possibile il progresso. 
Il segno zodiacale di riferimento è l'Acquario, segno peraltro in cui stiamo entrando proprio in questi giorni e proprio per questo non vi è momento migliore per esercitarsi a sviluppare questa competenza.

Lo strumento che propongo oggi è un esercizio semplice di allenamento al pensiero divergente.
Dopo aver creato uno spazio adatto alla pratica quotidiana della consapevolezza, ponetevi di fronte ad una sedia, respirate profondamente e accomodatevici, fermatevi qualche istante ad osservare la vostra posizione e le emozioni ed i pensieri che ne scaturiscono, poi cambiate posizione, e fermatevi ancora qualche istante, cambiate posizione ancora e ancora e ancora ripetendo la pratica dell'ascolto di sè, trovate il maggior numero di modi possibili per sedere non tralasciando alcuna possibilità, la sedia può essere spostata, capovolta o qualunque altra cosa vi venga in mente. in ogni posizione verificate le vostre emozioni ed i vostri pensieri e se lo ritenete utile appuntateli. L'esercizio può essere ripetuto per diversi giorni consecutivi avendo cura di non ripetere mai le posizioni.
Semplice no? Ma quantomai efficace! 
Dopo qualche giorno potete provare ad osare anche nelle piccole cose della quotidianità, ad esempio a fare ogni giorno un percorso differente per andare a lavoro,  a compiere i gesti più inflazionati della vostra giornata come ad esempio mangiare o lavarvi i denti con la mano che per voi non è dominante (la sinistra per i destrosi e la destra per i mancini),  a fermarvi un attimo quando squilla il telefono prima di vedere chi è e fare tre lunghi respiri prima di rispondere o leggere il messaggio.

Vi accorgerete che pian piano con il passare dei giorni la vostra mente si abituerà a gestire più velocemente i cambiamenti e ad avvertirli sempre meno come un pericolo e sempre più come un'opportunità e sarà possibile prendere in considerazione la possibilità di osare cambiamenti più grandi!


Ma perché dobbiamo allenare la capacità di osare?
Gli psicologi  Kahneman e Tversky hanno formulato una teoria innovativa sulla decisione che si basa su evidenze empiriche. Secondo loro per la maggior parte degli individui la motivazione ad evitare una perdita è di gran lunga superiore a quella di realizzare un guadagno
E' per questo che osare è così difficile.
Evoluzionisticamente parlando questo meccanismo in passato ha rappresentato un vantaggio al punto che, come accennavo prima, anche gli stimoli visivi (come LeDoux ha scoperto) seguono contestualmente due vie, una che dal talamo passa per la corteccia prima di arrivare all'amigdala (che gestisce la paura) e una molto più rapida che dal talamo attiva direttamente l'amigdala senza l'elaborazione della corteccia, questo fa si che stimoli ambigui vangano letti più probabilmente e più velocemente come pericolosi.
Ma gli stimoli ambigui non necessariamente sono pericolosi, si pensi ai cuscini di cui parlavo all'inizio.

Non osare è perdere la possibilità di fare esperienze  

Per questo occorre allenare la nostra capacità di Osare, abbiamo dentro di noi questo potere che è foriero di cambiamento, occorre attingere ad esso per camminare sui sentieri della consapevolezza.





Questo articolo è stato scritto da Giovanna MassariCounselor olistica e conduttrice di Percorsi di Consapevolezza.Una delle ragioni che mi spingono a tenere questo blog è il desiderio di osare e attraversare territori sempre nuovi condividendo le conoscenze maturate durante questi anni su un Percorso Tradizionale  con tutti coloro che stanno "cercando" qualcosa che non gli è ancora ben chiaro.



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